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I
PROCESSI COGNITIVI DEL MINIBASKET.
L'ELABORAZIONE
DELL'INFORMAZIONE.
I
PRINCIPI METODOLOGICI NELL'INSEGNAMENTO DELLA TECNICA E DELLA TATTICA.

La
pallacanestro richiede ai giocatori di anticipare lo sviluppo degli eventi
e prendere decisioni in tempi brevi.
I
giocatori di pallacanestro devono essere grado di prevedere subito che coso
accadrà in una particolare zona del campo (anticipazione spaziale
dell'evento) e quando l'evento
si presenterà (anticipazione temporale).
L'azione
può così essere organizzata in anticipo e, quindi, svolta al posto e al
momento giusto; un difensore, ad esempio, può prevedere le azioni
dell'attaccante, dalla lettura dei suoi spostamenti sul terreno di gioco.
Combinando queste informazioni con quelle derivanti dalla dislocazione in
campo dei compagni di squadra, potrà programmare l'intervento sul
portatore di palla ed eseguirlo in modo tempestivo e preciso.
Il
giocatore dovrà anche tenere sotto controllo continuo i cambiamenti della
situazione, per modificare prontamente le proprie scelte o per adattare la
tecnica quando le circostanze lo richiedono.
Le
abilità tecniche dovranno, quindi, essere subordinate alle scelte
tattiche per essere adattate in funzione ai continui mutamenti delle
situazioni durante lo svolgersi del gioco.
Tutto
ciò non può accadere in tempi brevi nel giocosport Minibasket, perché
il bambino non è in grado di decidere subito che cosa deve fare e come
deve comportarsi in campo; ha bisogno di tempo, deve memorizzare le
azioni, le varianti.
L'Istruttore
deve rispettare il ritmo dell'apprendimento dei bambini, non può
pretendere prima del tempo determinate azioni o movimenti, deve essere
paziente.
CLASSIFICAZIONE
DELLE ABILITÀ MOTORIE
Le
abilità possono essere definite come le capacità di ottenere obiettivi
di prestazione in un tempo ottimale, con elevata possibilità di riuscita
e minimo dispendio energetico a livello fisico e mentale.
Consentono,
inoltre, al soggetto di percepire le caratteristiche ambientali rilevanti,
di decidere cosa, dove e quando eseguire, e di produrre attività
muscolare
organizzata. Le abilità permettono di conseguire prestazioni accurate in
maniera costante anche nelle situazioni difficili di gara. Le tecniche
sportive sono abilità che si sviluppano con l'apprendimento e
l'automatizzazione del movimento.
Nel
Minibasket l'Istruttore deve educare le capacità senso-percettive, gli
schemi motori e posturali, per trasformarli successivamente in abilità
motorie complesse (fondamentali di gioco), attraverso lo sviluppo delle
capacità motorie. Dai 5 ai 10 anni non è possibile che il bambino
rappresenti subito bene un gesto, la tecnica deve essere dosata;
all'inizio il bambino percepisce il gesto, lo prova, commette errori, poi
lo struttura ed infine lo automatizza (percorso lungo).
Le
abilità motorie, in base alle caratteristiche di stabilità e
prevedibilità dell'ambiente, possono essere classificate in abilità
aperte (open skill) o chiuse (closed
skill).
Nelle
abilità open, l'ambiente è
variabile e difficilmente prevedibile, e l'atleta deve reagire prontamente
ad eventi mutevoli.
Nel
Minibasket, il bambino deve conformarsi continuamente alle richieste
ambientali modificando e adattando il gesto tecnico; ha bisogno di tempo,
quindi, l'insegnamento all'inizio deve essere globale, deve poter
sbagliare per migliorarsi.
La
fonte di variabilità maggiore nel gioco deriva dall'avversario che, con
le sue azioni, condiziona ampiamente le decisioni e la prestazione; è
molto importante proporgli situazioni di gioco reali, vere, in modo che
quando giocherà non dovrò aspettare molto tempo per decidere cosa fare,
ma avendolo già provato, il suo tempo per decidere sarà breve.
Nelle
abilità closed, viceversa,
l'ambiente è stabile e prevedibile e
l'atleta ha di solito un certo tempo per prepararsi all'azione.
Nel
Minibasket le abilità aperte sono il palleggio, il tiro, il passaggio, il
modo di difendere (il bambino progetta cosa deve e successivamente deve
adattare il suo comportamento in relazione a ciò che accade realmente in
campo durante il gioco); le abilità chiuse corrispondono, invece, a
momenti di gioco specifici e limitati, come ad esempio il tiro libero; in
questo caso, e a differenza delle situazioni dinamiche di gioco, il gesto
tecnico deve essere riprodotto continuamente per conformarsi ad uno
standard ideale.
È
importante evidenziare che nel Minibasket sono dominanti gli open
skill, perché le azioni sono costantemente adattate tenendo conto
dell'avversario; va anche rilevata la preminenza dei processi decisionali
e la loro relativa maggiore importanza rispetto alla qualità
dell'esecuzione.
Passare
la palla al compagno in modo perfetto, controllando l'azione tecnica, è
meno rilevante rispetto alla scelta tattica di passare, tirare a canestro
o continuare l'azione.
La
tecnica, inoltre, è subordinata all'efficacia del movimento: è meglio
che un passaggio non perfetto arrivi a destinazione, piuttosto che sia
eseguito accuratamente, ma sia intercettato dall'avversario.
PROCESSI
DECISIONALI
Le
informazioni esterne ed interne all'organismo pervengono al Sistema
Nervoso Centrale attraverso gli organi di senso.
Gli
analizzatori importanti per il
movimento sono il visivo, l'acustico, il tattile, il cinestesico ed il
vestibolare.
L'identificazione
degli stimoli è un processo attivo di ricerca delle informazioni
importanti per l'azione, quali la velocità e la direzione della palla che
arriva da un passaggio.
All'identificazione
degli stimoli seguono processi decisionali di scelta della risposta e di
programmazione (parametrizzazione) di tale risposta.
La
selezione della risposta consiste nella scelta del programma motorio
adatto per risolvere il compito: in fase di parametrizzazione della
risposta sono poi precisati i parametri di forza, rapidità e direzione da
applicare al programma selezionato, nonché i distretti muscolari da
contrarre.
L'analizzatore
visivo convoglia più dell'80% delle informazioni esterne; svolge un ruolo
fondamentale per il controllo e la coordinazione dei movimenti in quanto
fornisce informazioni relative alla propria azione, ai cambiamenti di
situazione ed alle relazioni spazio-temporali fra sé e ambiente
(compagni, avversari, attrezzi).
Nel
Minibasket il bambino effettua costantemente un monitoraggio visivo, in
gran parte inconsapevole, degli spostamenti e delle azioni
dell'avversario. Le richieste di rapidità
e precisione che
caratterizzano il Minibasket determinano un "conflitto"
semantico-sensomotorio fra il comprendere
e l'agire. Il conflitto è
tanto più marcato quanto maggiori sono il numero d'informazioni da
elaborare, la difficoltà del compito e le limitazioni temporali. Le
informazioni semantiche, in particolare visive, consentono al soggetto di comprendere
il significato della situazione e derivano da una ricerca attiva
d'informazioni pertinenti sull'ambiente.
Attraverso
la disamina delle informazioni, il bambino può rispondere alle seguenti
domande:
"Cosa?"
"Dove?"
"Quando?"
Quale
sarà l'azione dell'avversario? Quali sono le sue intenzioni? Dove e
quando si svolgerà l'azione? Che cosa è appropriato fare?
In
questo modo si riduce l'incertezza della situazione-problema che si
presenta
in
campo durante il gioco.
Le
informazioni sensomotorie, importanti per agire,
permettono, invece, al bambino di rispondere alla domanda
"Come?" e, quindi, di controllare l'azione ed il suo
svolgimento.
Nel
Minibasket sono cruciali gli aspetti decisionali che derivano dalla
lettura delle informazioni semantiche. Pertanto, nell'insegnamento
andranno privilegiati gli aspetti tattici (si fa per dire, in quanto
chiamasi tattica l'insieme delle azioni del bambino atte a risolvere un
problema di gioco), rispetto a quelli tecnici, fin dalle prime fasi
dell'apprendimento.
Quando
il bambino è posto in condizioni d'incertezza situazione e scarsa
prevedibilità, ovvero in condizioni competitive, lo sguardo si sposta
sull'avversario in possesso di palla (è difficile che difenda su di un
attaccante non in possesso di palla), per cercare di portargliela via e
poi per coglierne precocemente intenzioni e comportamenti.
Esercitazioni
ad elevata componente sensomotoria, come potrebbero realizzarsi con gesti
tecnici ripetitivi in condizioni standardizzate, sono scarsamente
produttive e difficilmente trasferibili alle situazioni di gioco reale.
Più
facilmente trasferibili sono invece le esercitazioni che partono dal gioco
globale se semplificato, in quanto è privilegiata la raccolta e l'analisi
delle azioni semantiche.
PRINCIPI
METODOLOGICI NELL'INSEGNAMENTO
DEL MINIBASKET
Dalla
constatazione che nel Minibasket le informazioni semantiche (collegate
alla tattica) sono prioritarie rispetto a quelle sensomotorie (collegate
alla tecnica), derivano importanti indicazioni didattico-metodologiche,
fra cui l'impiego di un approccio globale e dinamico d'insegnamento e
d'allenamento.
Le
esercitazioni potranno variare dal semplice al complesso per essere
adattate al livello di sviluppo tattico-tecnico del bambino; tuttavia
dovranno essere contraddistinte da prevalenti condizioni di variabilità e
incertezza, provocate specialmente dalla presenza dell'avversario.
L'esecuzione
dinamica della tecnica, condizionata dalla tattica, agisce sviluppando e
incrementando abilità plastiche, garantendone la trasferibilità al gioco
reale.
A
livello didattico, situazioni inizialmente semplici e relativamente
prevedibili
dovranno
poi essere gradualmente sostituite da situazioni più complesse e incerte.
La
presentazione di esercizi-gioco con condizioni semplificate, non solo
garantiscono acquisizioni trasferibili, ma agiscono rialzando la
motivazione intrinseca verso attività che agli occhi dei bambini più
facilmente appaiono significative e divertenti.
Nell'evoluzione
tecnico-tattica dell'insegnamento del Minibasket prima e della
pallacanestro poi, sono state identificate tappe gerarchiche relative a
situazioni di attacco e di difesa.
Nell'attacco,
ad esempio, dopo aver superato il problema del controllo della palla, il
bambino comincia a prendere in considerazione la zona del campo più
facile per realizzare canestro, poi l'avversario e, quindi, il compagno.
Le
alternative decisionali sono molto articolate: nel Minibasket è possibile
tirare a canestro, avanzare in palleggio verso il canestro avversario,
cercare di "rubare la palla" giocare 1 c 1, passare la palla e
aiutare il compagno in difesa. Questi concetti tattici generali possono
essere individuati e insegnati per facilitarne la comprensione ed. il
trasferimento a più discipline, in quanto l'identificazione di concetti
trasferibili agevola le acquisizioni e consente risparmi di tempo.
Per
l'Istruttore è interessante notare che problemi simili accomunano varie
discipline di squadra e che metodi di insegnamento globale sono adottati
in tutti gli altri sport di squadra.
Sintetizziamo
ora una serie di indicazioni didattiche e metodologiche finalizzate allo
sviluppo dei processi cognitivi e del pensiero tattico:
-
Progredire nell'insegnamento, dalla tattica alla tecnica, dal semplice al
complesso, dal facile al difficile, dal globale all'analitico.
-
Nel presentare esercizi aumentare l'incertezza delle situazioni di gioco.
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Introdurre handicap esecutivi (ad esempio competere contro una squadra più
numerosa, ritardare l'intervento dell'attacco o della difesa, reagire a
situazioni di contrattacco improvviso).
-
Far identificare al soggetto le informazioni importanti cui rivolgere
attenzione.
-
Introdurre stimoli distraenti (rumori, segnali, ecc.) cui il soggetto deve
imparare a non prestare attenzione.
-
Far eseguire gesti o movimenti in condizioni di costrizione temporale
(poco tempo a disposizione per concludere a canestro).
-
Incrementare le capacità coordinative speciali (trasformazione e
adattamento, reazione motoria complessa, orientamento spazio-temporale,
combinazione e accoppiamento, equilibrio, differenziazione,
ritmitizzazione)..
-
Aumentare il
numero delle abilità tecniche individuali.
-
Variare
l'esecuzione tecnica (distanze, traiettorie, direzioni, ecc.).
-
Variare o modificare spazi di gioco, velocità esecutive, numero di
giocatori, modalità difensive (difesa più o meno "ragionata"),
numero d'informazioni, tempi decisionali, ruolo dei giocatori, regole di
gioco, schemi d'attacco e difesa, scelte d'attacco e difesa, azioni di
finta (individuali e collettive).
È
importante sottolineare che lo sviluppo dei processi mentali richiede un
processo di formazione a lungo termine, pianificato e adattato alle
esigenze individuali, similmente a quanto si realizza per le capacità
condizionali, coordinative, di mobilità articolare, tecniche e
tattiche.
Un
elevato incremento delle capacità cognitive si osserva fra i 10 e i 12
anni (fase sensibile) ed uno sviluppo ulteriore fra i 16 e i 18 anni.
La
maturazione biologica va integrata con l'allenamento specifico: le
richieste della preparazione, inizialmente semplificate, andranno
sistematicamente aumentate, fino anche a superare le difficoltà che
normalmente si presentano in gara.
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