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DAL
MINIBASKET AL BASKET.
QUALE
TECNICA?

Premessa:
Ritengo che uno dei problemi fondamentali
dell'Istruttore di Pallacanestro a livello Propaganda o Ragazzi sia quello
di suscitare interesse nei ragazzi/e. Molti , anche se preparati
tecnicamente , non riescono a raggiungere quest'obiettivo, in quanto non
conoscono un buon metodo d'insegnamento; parlano e spiegano troppo,
correggono continuamente, imprecano, puniscono se si commettono errori,
insegnano i fondamentali cestistici in modo troppo analitico, non
utilizzano correttamente i feedback, non possiedono un ricco patrimonio
culturale, copiano i grandi allenatori trasmettendo poco o nulla ai propri
allievi.
Per riuscire ad insegnare è bene educare
all'attenzione sia nel campo del pensare sia in quello del percepire
(percepire, elaborare, progettare, azione).
Insegnare
che cosa?
Istruttori che fanno sfoggio d'esercizi copiati da
clinic o riviste sicuramente, a livello coreografico, fanno dei buoni
allenamenti ma non si rendono conto che in questo modo i ragazzi/e di
11-12 anni conoscono appena i movimenti che possono eseguire con il
proprio corpo nello spazio e nel tempo, non possiedono la forza necessaria
di lancio o di salto, non sono resistenti, rapidi, coordinati .... ?
Come
si può cambiare?
Cambiando metodo di allenamento, credendo
maggiormente nel nostro operato, lavorando di più sulla costruzione
multilaterale delle capacità ed abilità motorie, distribuendo
l'insegnamento della tecnica in più tempo diluendo così gli obiettivi.
E' importante che i giocatori capiscano cosa devono fare in campo, che
tipo di scelta operare in una determinata situazione di gioco e che
possano avere la licenza di sbagliare qualche volta in più senza essere
puniti o con la paura di essere sostituiti.
Un Istruttore per insegnare la pallacanestro ai
giovanissimi deve conoscerli bene, conoscere i fondamentali di gioco, deve
saperli insegnare in forma globale, deve proporli dal semplice al
complesso, deve essere motivato e motivare utilizzando una corretta
comunicazione e metodi adeguati d'insegnamento.
Cosa
bisogna insegnare?
L'attenzione è la molla dell'apprendimento!
L'Istruttore per raggiungere i propri obiettivi deve possedere carisma,
leadership, suscitare interesse proponendo esercizi sempre diversi e con
molte variazioni.
Il Minibasket termina a 10 anni perciò non
dobbiamo anticipare i tempi d'apprendimento ma allenare attraverso la
didattica le capacità motorie, senza automatizzare precocemente,
rispettando le fasi dell'apprendimento (coordinazione grezza,
coordinazione fine e disponibilità variabile).
Il rapporto tra preparazione generale e specifica
deve essere proporzionale all'età (70% generale 30% specifica) il lavoro
deve essere a carico naturale o con piccoli attrezzi senza esagerare con
lo stretching ma proponendo la mobilità articolare. La programmazione è
alla base del lavoro, gli obiettivi (obbligatori, optativi, a breve e
lungo termine) devono essere valutati attraverso test (psicologici,
antropometrici, funzionali, motori generali e specifici).
Problematiche
Dopo la fanciullezza (6-11 anni) avvengono nei
ragazzi/e trasformazioni somatiche, endocrine, fisiologiche e motorie che
comportano uno squilibrio, anche se transitorio, nel loro sviluppo
motorio. Bambini/e che in età di Minibasket erano dei "maghi"
della palla a spicchi, si ritrovano privi armonia, di coordinazione e
d'equilibrio.
E' questo il periodo definito della
"ristrutturazione delle capacità motorie", variano il
baricentro e la base d'appoggio, insorgono problemi d'equilibrio statico e
dinamico, di coordinazione generale e segmentaria (occhio - mano), varia
la capacità di forza, di resistenza, di rapidità e di flessibilità.
E' questo il periodo della crisi puberale e
l'Istruttore deve essere consapevole di trovarsi di fronte a soggetti
profondamente turbati nei loro squilibri psicofisici, i ragazzi/e vivono
la sessualità, si registra una grande incertezza nel prendere decisioni.
Il talento non deve essere sfruttato per vincere le
partite, ma deve essere messo a disposizione della squadra per farla
migliorare.
La
Tecnica
Lo sviluppo delle capacità motorie in funzione dei
gesti tecnici è l'obiettivo da perseguire tenacemente puntualizzando
alcuni concetti quali:
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Se sei forte nel lanciare, puoi tirare da fuori e passare la palla
a 5-6 metri di distanza
-
Se salti molto in alto puoi prendere tanti rimbalzi
-
Se sei resistente, coordinato puoi .....
-
Se sei .............puoi .....
L'importante è che il ragazzo/a capisca che il
palleggio serve per gli spostamenti, per battere l'avversario, per
penetrare e per migliorare l'angolo di passaggio; che il passaggio è più
veloce del palleggio e che è meglio conoscere molti modi di passaggio
piuttosto che uno solamente; che il tiro è il fondamentale più bello da
insegnare ma il più difficile da usare; che smarcarsi vuol dire
"scappare via" dal difensore; che difendere significa attaccare
l'attaccante per metterlo in difficoltà.
Conclusioni
Se durante una partita, un ragazzo/a effettua un
passaggio dietro la schiena o vuol copiare M.Jordan e fa una piroetta ,
non succede niente di strano, lasciamolo fare è un buon segno.
La pallacanestro per crescere ha bisogno di
campioni a diversi livelli : giocatori, Istruttori, dirigenti, arbitri,
pubblico intelligente e corretto; perciò se un ragazzo ha vissuto bene il
periodo del Minibasket e quello seguente, rimarrà nell'ambiente.
Mai il
tecnicismo deve superare la persona , prima di essere tecnici di
pallacanestro dobbiamo essere persone, il nostro ruolo è quello di
sbagliare sempre meno, specie a quest'età !!!
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