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Prof. Renato Palma  

Psicoterapeuta

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Rif.

RP02
 

I bambini, non accaniamoci ad educarli!

I bambini, per lo meno alcuni bambini, vivono male con gli adulti. Ma solo quando questa sofferenza fa notizia ci colpisce come un pugno allo stomaco. La rabbia si sfoga in un gran parlare, che tra poco tornerà nel grande silenzio, e che non consola un senso di impotenza. Un'impotenza che ci accomuna ai bambini. I bambini si sentono impotenti tutte le volte che hanno a che fare con adulti incapaci di rispettarli, e che non per questo sono giudicati violenti, o prepotenti. Chi di noi non ha visto un adulto che trascina per strada un bambino che piange a cui è stata negata la possibilità di esprimere le sue ragioni, o non ha partecipato a un qualunque altro rito di sopraffazione nei suoi confronti: che va dall'obbligarlo a mangiare quando non ha fame, a umiliarlo quando a scuola non capisce qualcosa? Noi adulti non siamo cattivi, solo non abbiamo tempo, viviamo i bambini come un intralcio, con quelle loro fantasie dove tutto sembra possibile, con i loro ritmi così diversi dai nostri.
I bambini hanno la capacità di mettere a nudo la violenza di qualsiasi discorso basato sul potere. Questa loro capacità di solito ci irrita, provocando una reazione violenta, anche solo psicologicamente violenta. Così perdono la fiducia in noi, ci perdono come possibile riferimento nel caso che qualcuno cerchi di fare loro del male.
Possibile che tutto possa accadere anche sotto lo sguardo affettuoso degli altri adulti o c'è da parte nostra una difficoltà a differenziare un comportamento affettuoso da uno aggressivo? Perché, passi che i bambini possano non riuscire a distinguere, ma se questo succede anche a noi adulti, forse è il caso di chiederci se non siamo ancora degli analfabeti affettivi. Il fatto è che noi viviamo in un modello di relazioni basate sul potere nel quale i bambini fanno fatica a farsi spazio. In una società nella quale un adulto non riesce a far rispettare i suoi bisogni, che anzi si dichiara disponibile a svendere, accettando di essere riconosciuto solo come consumatore o produttore, quale valore può avere un bambino? Economico, e smettiamola di cadere dalle nuvole. È anche lui un potenziale cliente, e in un'ottica di mercato merita attenzione solo se può comprare o vendere. Allora apprezziamo il giudice che rinvia a giudizio il professore sul quale vuole ancora indagare, ma non deleghiamo a lui la soluzione del problema. Perché ognuno di noi, nel suo quotidiano, può fare qualcosa perché i bambini non soffrano di nessun sopruso. Proviamo a rendere migliore e più facile la loro vita, proviamo a non accanirci ad educarli, proviamo a dare loro un ambiente affettivo nel quale possano non avere paura dell'arbitrarietà del comportamento di noi adulti. Proviamo a fare di loro il centro della nostra azione e attenzione politica, proviamo a parlare del nostro progetto per loro. Staremo meglio noi, saranno più sicuri loro.

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