Powered by

 

Genere

Argomento Autore Data

DALLA PARTE DELLE MAESTRE!

FOLGORATO SULLA VIA DI DAMASCO...

Erasmo Palma 07/07/02

Giuseppe Santoro 07/07/02

Giuseppe Santoro 07/07/02

Giuseppe Santoro 07/07/02

Un amico vero.....forse anche un compagno di doppio:
una presenza silenziosa
ma sempre importante
presente
ma mai invadente
capace sempre di capire
senza mai indagare
sempre al mio fianco
anche senza conoscere
la battaglia da affrontare
Erasmo Palma 07/07/02

.....nulla é più emozionante del sorriso di un bambino!

Giuseppe Santoro 07/07/02

Tratto dal Notiziario "MoviMentiamo" dell'ADISEF e LSM: 

CRITICA COSTRUTTIVA ALL’EDUCAZIONE FISICA di Valter Nutini

Sono tendenzialmente pigro ad iniziare a scrivere di e.f., ma l’impegno preso con Salvatore Conte mi obbligava ad esercitare i miei organi cerebrali e cercare di dire qualcosa di interessante e utile. Il che è abbastanza spesso molto difficile in quanto il più delle volte si leggono solo banalità o sciocchezze: detto questo sta a voi giudicare.

Cominciamo: l’educazione così come è fatta non serve a niente, in quanto è ripetitiva e quindi noiosa, non si sa bene cosa voglia ottenere e come lo si voglia fare, non si sa bene cosa valutare e come valutare, non c’è un filo logico di programmazione anche se sulla carta sembra sempre un progetto ambizioso.

Ora dirò come io vedo la cosa, sperando di non essere troppo solo a pensarla così.

Tra i nobili obiettivi dell’e.f. secondo i programmi ministeriali, ritengo che soltanto  la coordinazione e l’avviamento alla pratica sportiva, in un contesto di sana socializzazione possono diventare i nostri obiettivi realizzabili.

La Coordinazione perché essa rappresenta lo strumento base per poter muoversi meglio, ad essa è collegata la qualità del movimento.

L’Avviamento alla pratica sportiva, quindi ampio orizzonte di esperienze sportive, tanta generalizzazione, nessuna specializzazione.

La Socializzazione perché i giovani devono imparare a relazionarsi, a rispettarsi ed a comunicare fra loro.

Offrire varie esperienze sportive e facilitare la socializzazione non sia tanto così difficile, basta solo un minimo di competenze e molto buon senso.

Lo sviluppo della coordinazione richiede competenza, sistematicità, programmazione e valutazione adeguate.

Formare alunni coordinati significa arrivare in ultima analisi a sviluppare intelligenza, memoria, attenzione, pazienza e serenità.

Come insegnare ad essere coordinati ognuno può farlo nel modo più opportuno, l’importante è credere veramente che la coordinazione sia fondamentale nella vita.

Vorrei comunque aggiungere

Per adesso, domani non si sa mai,  ritengo dogmatico il seguenti decalogo:

  1. essere professionalmente disponibili ed attivi nel lavorare in palestra;

  2. essere aperti al dialogo con i propri alunni e condividere il proprio programma;

  3. essere dei veri insegnanti e non amici degli alunni;

  4. essere aggiornati e sempre critici verso se stessi;

  5. domandarsi sempre se quello che facciamo ha veramente un senso;

  6. realizzare il più possibile una valutazione oggettiva;

  7. ottimizzare le proprie lezioni;

  8. offrire entusiasmo ai propri alunni;

  9. ammettere senza vergogna i propri errori;

  10. cercare di imparare qualcosa di nuovo per migliorare sempre le proprie lezioni.

                                     Valter  Nutini

(N.d.R.):

  • Ognuno è libero di pensare come vuole.

  • Ognuno è libero di agire diversamente.

  • Ora Voi siete obbligati ad esprimere il vostro pensiero di risposta !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Replica, su invito dello stesso autore, dell'articolo di cui sopra. 

CRITICA COSTRUTTIVA PER UNA SANA EDUCAZIONE FISICA

Non sono mai pigro quando devo scendere in campo per difendere la nostra "professionalità" di insegnanti di Motricità.

Mi preme l'obbligo, in questo caso, tra l'altro, di cogliere l'invito di un collega ad esprimere un pensiero in merito che, guarda caso, scaturisce da una emozione, a dire il vero non del tutto positiva, suscitata dal collega Valter, che spero di incontrare in una prossima occasione per approfondire gli argomenti trattati.

Intanto condivido con Lui che "il più delle volte si leggono solo banalità o sciocchezze" ma, l'importante é saper comunque trarne degli insegnamenti e degli apprendimenti, magari trasformando secondo le proprie competenze e convinzioni.

Ancora condivido pienamente con Valter che "l’educazione così come è fatta non serve a niente, in quanto è ripetitiva e, quindi, noiosa, non si sa bene cosa voglia ottenere e come lo si voglia fare, non si sa bene cosa valutare e come valutare, non c’è un filo logico di programmazione anche se sulla carta sembra sempre un progetto ambizioso", ma forse educare significa proprio evitare tutte le indicazioni cui si riferisce. 

Spero che in Italia, ed anche nel mondo, siano davvero in pochi a ritenere che "Tra i nobili obiettivi dell’e.f. ..... soltanto la coordinazione e l’avviamento alla pratica sportiva, in un contesto di sana socializzazione possono diventare i nostri obiettivi realizzabili", diversamente sarebbe davvero preoccupante. Spero che siano invece tanti a pensare che la "motricità di base" sia il fondamento per l'arricchimento della personalità di ogni individuo e che, grazie al "carico motorio" offerto nello sviluppo delle qualità coordinative, magari attraverso i giochi-sport, la destrutturazione degli sport ed, infine, lo sport (mezzi e non obiettivi), acquisirà un miglior "corredo motorio" ed una maggiore autostima che, in automatico, comporteranno una migliore propensione alla socializzazione.

Smettiamo di voler appioppare a tutti i costi quegli schemi motori che poi, di fatto, ognuno possiede e che, il più delle volte, non sfrutta perché nessuno lo ha aiutato a riconoscere. Non si insegna la coordinazione.......la si tira fuori.

Non si é buoni insegnanti se si é coscienti di cosa necessita a riempire il "sacco", lo si é solo se si é in grado di suscitare emozioni ed interesse nei discenti che devono desiderare di condividere l'apprendimento.

Nel ringraziarti per aver suscitato tanto mio interesse, per iniziare il dialogo vorrei proporti il seguente aggiustamento al Tuo decalogo:

  1. programmare sempre le proprie lezioni;

  2. somministrare valutazioni sempre obiettive;

  3. per coinvolgere gli altri, creare sempre i presupposti per condividere con loro le argomentazioni;

  4. instaurare rapporti basati sul rispetto reciproco per conseguirne la massima apertura al dialogo;

  5. essere, sempre e comunque, disponibili oltre che professionali, qualunque attività si svolga nei riguardi di chiunque;

  6. mai arrogarsi il diritto di giudicare gli altri e, ancor peggio, selezionarli a priori;

  7. porre agli altri proposte che abbiano senso per loro stessi;

  8. cercare sempre di suscitare l’entusiasmo dei propri discenti;

  9. ammettere i propri errori addiziona credibilità;

  10. aggiornarsi ed osservare, osservare ed osservare ancora, per migliorare le proprie proposte.

Ciao e grazie per l'opportunità offertami ad esprimermi.                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Santoro

27/07/02

 

..aspetto Te! 

Acquista un dominio...

Registrazione dominio, spazio web illimitato,
5 caselle di posta, a sole Euro 20.66+iva annue.
www. .

 

Link...