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Tratto
dal Notiziario "MoviMentiamo" dell'ADISEF e LSM:
CRITICA
COSTRUTTIVA ALL’EDUCAZIONE FISICA di Valter Nutini
Sono
tendenzialmente pigro ad iniziare a scrivere di e.f., ma l’impegno preso
con Salvatore Conte mi obbligava ad esercitare i miei organi cerebrali e
cercare di dire qualcosa di interessante e utile. Il che è abbastanza
spesso molto difficile in quanto il più delle volte si leggono solo
banalità o sciocchezze: detto questo sta a voi giudicare.
Cominciamo:
l’educazione così come è fatta non serve a niente, in quanto è
ripetitiva e quindi noiosa, non si sa bene cosa voglia ottenere e come lo
si voglia fare, non si sa bene cosa valutare e come valutare, non c’è
un filo logico di programmazione anche se sulla carta sembra sempre un
progetto ambizioso.
Ora
dirò come io vedo la cosa, sperando di non essere troppo solo a pensarla
così.
Tra
i nobili obiettivi dell’e.f. secondo i programmi ministeriali, ritengo
che soltanto la coordinazione
e l’avviamento alla pratica sportiva, in un contesto di sana
socializzazione possono diventare i nostri obiettivi realizzabili.
La
Coordinazione perché essa rappresenta lo strumento base per poter
muoversi meglio, ad essa è collegata la qualità del movimento.
L’Avviamento
alla pratica sportiva, quindi ampio orizzonte di esperienze sportive,
tanta generalizzazione, nessuna specializzazione.
La
Socializzazione perché i giovani devono imparare a relazionarsi, a
rispettarsi ed a comunicare fra loro.
Offrire
varie esperienze sportive e facilitare la socializzazione non sia tanto
così difficile, basta solo un minimo di competenze e molto buon senso.
Lo
sviluppo della coordinazione richiede competenza, sistematicità,
programmazione e valutazione adeguate.
Formare
alunni coordinati significa arrivare in ultima analisi a sviluppare
intelligenza, memoria, attenzione, pazienza e serenità.
Come
insegnare ad essere coordinati ognuno può farlo nel modo più opportuno,
l’importante è credere veramente che la coordinazione sia fondamentale
nella vita.
Vorrei
comunque aggiungere
Per
adesso, domani non si sa mai, ritengo
dogmatico il seguenti decalogo:
-
essere professionalmente disponibili
ed attivi nel lavorare in
palestra;
-
essere aperti al dialogo con i propri
alunni e condividere il
proprio programma;
-
essere dei veri insegnanti e non amici degli alunni;
-
essere aggiornati e sempre critici verso se stessi;
-
domandarsi sempre se quello che facciamo ha veramente un senso;
-
realizzare il più possibile una valutazione oggettiva;
-
ottimizzare le proprie lezioni;
-
offrire entusiasmo ai propri alunni;
-
ammettere senza vergogna i propri errori;
-
cercare di imparare qualcosa di nuovo per migliorare sempre le
proprie lezioni.
Valter
Nutini
(N.d.R.):
-
Ognuno
è libero di pensare come vuole.
-
Ognuno
è libero di agire diversamente.
-
Ora
Voi siete obbligati ad esprimere il vostro pensiero di risposta !
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Replica,
su invito dello stesso autore, dell'articolo di cui sopra.
CRITICA
COSTRUTTIVA PER UNA SANA EDUCAZIONE FISICA
Non
sono
mai pigro quando devo scendere in campo per difendere la nostra
"professionalità" di insegnanti di Motricità.
Mi
preme l'obbligo, in questo caso, tra l'altro, di cogliere l'invito di un
collega ad esprimere un pensiero in merito che, guarda caso, scaturisce da
una emozione, a dire il vero non del tutto positiva, suscitata dal collega
Valter, che spero di incontrare in una prossima occasione per approfondire
gli argomenti trattati.
Intanto
condivido con Lui che "il più delle volte si leggono solo banalità
o sciocchezze" ma, l'importante é saper comunque trarne degli
insegnamenti e degli apprendimenti, magari trasformando secondo le proprie
competenze e convinzioni.
Ancora
condivido pienamente con Valter che "l’educazione così come è
fatta non serve a niente, in quanto è ripetitiva e, quindi, noiosa, non si
sa bene cosa voglia ottenere e come lo si voglia fare, non si sa bene cosa
valutare e come valutare, non c’è un filo logico di programmazione
anche se sulla carta sembra sempre un progetto ambizioso", ma
forse educare significa proprio evitare tutte le indicazioni cui si
riferisce.
Spero
che in Italia, ed anche nel mondo, siano davvero in pochi a ritenere che
"Tra i nobili obiettivi dell’e.f. ..... soltanto la coordinazione e l’avviamento alla pratica sportiva, in un
contesto di sana socializzazione possono diventare i nostri obiettivi
realizzabili", diversamente sarebbe davvero preoccupante. Spero
che siano invece tanti a pensare che la "motricità di base" sia
il fondamento per l'arricchimento della personalità di ogni individuo e
che, grazie al "carico motorio" offerto nello sviluppo delle
qualità coordinative, magari attraverso i giochi-sport, la
destrutturazione degli sport ed, infine, lo sport (mezzi e non obiettivi),
acquisirà un miglior "corredo motorio" ed una maggiore
autostima che, in automatico, comporteranno una migliore propensione alla
socializzazione.
Smettiamo
di voler appioppare a tutti i costi quegli schemi motori che poi, di
fatto, ognuno possiede e che, il più delle volte, non sfrutta perché
nessuno lo ha aiutato a riconoscere. Non si insegna la
coordinazione.......la si tira fuori.
Non
si é buoni insegnanti se si é coscienti di cosa necessita a riempire il
"sacco", lo si é solo se si é in grado di suscitare emozioni
ed interesse nei discenti che devono desiderare di condividere
l'apprendimento.
Nel ringraziarti per aver suscitato
tanto mio interesse, per
iniziare il dialogo vorrei proporti il seguente aggiustamento al Tuo
decalogo:
-
programmare sempre le proprie lezioni;
-
somministrare
valutazioni sempre obiettive;
-
per coinvolgere gli altri, creare sempre i presupposti per
condividere con loro le argomentazioni;
-
instaurare rapporti basati sul rispetto reciproco
per conseguirne la massima apertura al dialogo;
-
essere, sempre e comunque, disponibili oltre che professionali,
qualunque attività si svolga nei riguardi di chiunque;
-
mai arrogarsi il diritto di giudicare gli altri e, ancor peggio,
selezionarli a priori;
-
porre agli altri proposte che abbiano senso per loro stessi;
-
cercare sempre di suscitare l’entusiasmo
dei propri discenti;
-
ammettere i propri errori addiziona credibilità;
-
aggiornarsi ed osservare, osservare ed osservare
ancora, per migliorare le
proprie proposte.
Ciao
e grazie per l'opportunità offertami ad esprimermi.
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Giuseppe
Santoro
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27/07/02
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