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CALCIO
IN TV
arroganza
ed incoscienza dell'incapacità?
Mi
considerereste pazzo se domani costituissi una compagnia teatrale, la gestissi
impropriamente, e non sopportando le spese, pretendessi una
sovvenzione dallo Stato ed esigessi che RAI, Mediaset o le Pay-TV acquistassero
i diritti
sui miei spettacoli, alle mie condizioni economiche e, se ciò non
avvenisse, disinteressandomi del programma presentato e degli spettatori in sala, che
avranno ovviamente pagato il biglietto, interrompessi la rappresentazione, rimandandola a mio
arbitrio.
Affermereste
che é troppo comodo!
Ciò
che accade oggi nel calcio italiano, non certo in quello Brasiliano o
Argentino, era già ampiamente prevedibile già dai tempi dell'arrivo di
Maradona, quando qualcuno, con lungimiranza, comprese il business extra
sportivo dell'impresa calcio e strapagò un "uomo simbolo" ottenendo ampi
ritorni economici, forte anche della passione smisurata di una città e di
una regione che impazzirono, letteralmente.
Ma
non tutti sono Maradona (per carità, sotto certi aspetti, per fortuna) ed
in tanti, invece, hanno cercato la pista dello scoop di mercato per
attirare sponsor ed attenzioni che, alla lunga, ovviamente, non hanno
compensato quanto previsto con leggerezza.
I
risvolti di oggi sono certamente la conseguenza dell'approssimazione e
della impropria gestione, complice il CONI, che ha mescolato "il sacro con il
profano", trasformando gli anni d'oro dello sport in anni di piombo,
dimenticando ogni principio inteso dagli antichi
greci.
Non
condanno i vari Zidane, Ronaldo, Vieri, Del Piero, Nesta o
Totti, che "mediano" contratti degni di un Faraone: é giusto che
abbiano colto
le opportunità che altri hanno loro offerto.
E
non sono certo i procuratori, come si dice, che stanno incancrenendo il
calcio: certo senza le loro salatissime "provvigioni" anche i
club ne avrebbero giovamento ma é anche vero che sulla
"giostra" pullulano proprio giovani virgulti figli di
"importanti" genitori che alimentano il movimento ed i teatrini del
"mercato" a discapito delle stesse casse societarie, generando,
di fatto, una sorta di "conflitto di interessi".
Passino
le "follie" per i giocatori, purché "veri talenti", e
che siano opportunamente ponderate, ma dove si trova una giustifica per le
stratosferiche parcelle ai tecnici?
Quanti
italiani, qualificati e competenti, sarebbero disposti ad allenare gratis
la Juventus, il Milan, l'Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli, come pure il
Perugia, il Cagliari, la Salernitana, etc.? E quanti italiani, sempre
qualificati e competenti, addirittura pagherebbero, per allenare la
nazionale di calcio?
Quale
dei due team scegliereste di allenare?
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TEAM
A
Santoro,
Marvaso, Terracciano, Palma, Del
Giudice, Riscolo, Ranieri, Tartaglia, Di Rollo, Giacoia e Solis |
TEAM
B
Buffon,
Cannavaro, Maldini, Tudor, Thuram, Nesta, Totti, Del
Piero, Di Vaio, Inzaghi e Vieri |
| Campionato
Serie A |
Campionato
Serie B |
| Vostro
compenso
50.000,00 € |
Vostro
compenso
10.000,00 € |
Sarei
pronto a scommettere che nella maggior parte dei casi la scelta
cadrebbe sull'opzione B, se
non altro per le potenzialità che può esprimere la formazione stessa e per il
prestigio cui potrà condurvi.
Allora,
perché
devo essere strapagato per ottenere dei risultati scontati con il secondo
team?
Queste
domande rivolgetevi cari Presidenti, guardatevi intorno e valutate le
persone che vi circondano, valutandone le qualità e competenze (anche a
livello dirigenziale); la Vostra é un'azienda che non ha bisogno di "sanguisuga", spesso impreparati
e/o nel
"giro" perché "ex-qualcosa" o "figli di
qualcuno".
Certamente
questo poco importa se c'é qualcuno disposto a buttare via i suoi
soldi senza uno scopo preciso (ed anche qui, scusate, ma non posso
credere). Però, lo stesso "Capitan Fracassa" non si permetta di
offenderci quotidianamente con lamentele e piagnistei perché qualcuno
"DEVE" acquistare i suoi diritti TV
perché.........perché..........perché non lo sa neanche lui.
Lo
sport é un business, OK. Allora si facciano gli imprenditori e si trovi il
sistema perché le imprese aumentino il loro valore sul mercato.
Vorrei
permettermi un esempio che possa essere esempio di non sperpero di capitali, lanciando
una provocazione ai
Presidenti di Serie A di calcio: nell'ipotesi di spendere 42 milioni di Euro per un attaccante,
magari che nella precedente stagione abbia segnato 8 reti, sarebbe
opportuno invece dar vita ad un progetto che con l'assunzione di 2100 insegnanti di
educazione fisica (per carità, dopo averli valutati ed accertatene le
qualità professionali e le competenze specifiche) a 20.000 € l'anno che
lavorino 4 ore al giorno per 5 giorni la settimana su 2 gruppi di 20
giovani.
Risultato?
Un mega vivaio da 42.000 giovani che si saranno allenati 520 ore in un
anno (oggi mediamente si allenano 120 ore in un anno) e che avranno
disputato almeno 50 gare nel corso dell'anno(!!!). Se soltanto 1 su 1000 fosse
un talento e lo si mettesse in condizione di esprimersi grazie alle giuste metodologie.........ecco
che quadrerebbe tutto:
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tantissimi
giocatori nel vivaio calmerebbero gli sperperi di mercato.
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un
mercato ricco di talenti ridurrebbe i costi degli stessi.
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si
potrebbe esportare il nostro prodotto calcistico alle altre potenze
calcistiche che riducendo gli spazi ai loro talenti, vedrebbero
debilitate le loro formazioni nazionali.
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si
tornerebbe ad un sano gioco del calcio dove si apprezzerebbe,
soprattutto, la qualità.
é
TROPPO SEMPLICE?
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